Delibere Consob in materia di intermediari (n. 16190) e mercati (n. 16191) emanate il 31 ottobre 2007

Dal 1° novembre 2007 è entrata in vigore la direttiva MiFID.

Con la Mifid via anche ai nuovi regolamenti Consob.

In particolare, con la Delibera Consob n. 16190 del 31 ottobre 2007 l’organo di vigilanza della borsa italiana ha adottato il nuovo regolamento recante norme di attuazione del d.lgs. 24-2-1998, n. 58 (TUF) in materia di intermediari, composto di 113 articoli e 4 allegati.

Detto regolamento e quello in materia di mercati (Delibera n. 16191 del 31 ottobre 2007), seguono il d.lgs. 17-9-2007, n. 164 (“Attuazione della direttiva 2004/39/CE relativa ai mercati degli strumenti finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE, 93/6/CEE e 2000/12/CE e abroga la direttiva 93/22/CEE”), dando così piena attuazione alla direttiva MiFID.
E’ stato, inoltre, approvato il testo definitivo del documento congiunto, Consob e Banca d’Italia, che disciplina gli obblighi dei soggetti abilitati alla prestazione dei servizi e delle attività di investimento.

Numerose sono le novità apportate con il regolamento in oggetto. Lo scopo perseguito è quello di migliorare il sistema concorrenziale degli operatori del mercato e, quindi, del mercato stesso, nonché offrire un maggior grado di tutela agli investitori.

Il nuovo “Regolamento Intermediari” (delibera n. 16190) riguarda i diversi profili della disciplina degli intermediari previsti nel Testo Unico della Finanza con conseguente abrogazione del Regolamento 11522/98 la cui disciplina confluisce nel nuovo regolamento ed in quello emanato in via congiunta con la Banca d’Italia ai sensi dell’art. 6, 2° co. bis, T.U.F.

In particolare, viene regolata la procedura di rilascio dell'autorizzazione per le sim e le imprese di investimento extra Ue. Spetterà alla Consob entro dieci giorni dal ricevimento della domanda da parte del soggetto extracomunitario verificarne la completezza (richiedendo un'eventuale integrazione), deliberare sulla domanda entro il termine massimo di 120 giorni.

Tra le novità principali del regolamento, vi è certamente la suddivisione della tipologia cliente in tre categorie: cliente al dettaglio, cliente professionale e controparte qualificata.
Viene, poi, contrattualizzato il rapporto tra intermediario e cliente prevedendo obblighi informativi stringenti a carico del primo con limitazione a banche ed imprese in tema di ricezione di incentivi (inducementes) da parte di soggetti diversi dai clienti cui si presta il servizio.
Inoltre, il criterio della best execution sarà valido per tutti i tipi di strumenti finanziari con l’obbligo di garantire al cliente il miglior risultato possibile. Sarà, peraltro, l’intermediario a dover dimostrare al cliente, con un giudizio ex post, di aver raggiunto il miglior risultato ottenibile adottando la propria strategia di esecuzione.

Si prevede l'obbligo per gli intermediari di dotarsi di un sistema organizzativo unitario al fine di assicurare, oltre a una sana e prudente gestione, anche il contenimento del rischio e la stabilità patrimoniale nonché la correttezza e la trasparenza dei comportamenti nella prestazione dei servizi. Disciplinata, inoltre, la cosiddetta esternalizzazione dei servizi ossia l'accordo in qualsiasi forma tra un intermediario e un fornitore di servizi in base al quale il fornitore realizza un processo, un servizio o un'attività dello stesso intermediario. L'esternalizzazione non può, tuttavia, ridurre l'efficacia del sistema dei controlli né impedire alle autorità di vigilanza di controllare che gli intermediari adempiano ai loro obblighi. Infatti, l'affidamento a terzi di funzioni operative non fa venire meno la piena responsabilità dell'intermediario per il rispetto di tutti gli obblighi previsti in materia di servizi o attività di investimento. In particolare, l'art. 21 del Regolamento congiunto stabilisce che l'intermediario debba assicurare che:

a) l'esternalizzazione non determini la delega della responsabilità da parte degli organi aziendali;

b) non siano alterati il rapporto e gli obblighi dell'intermediario nei confronti della sua clientela;

c) non sia messo a repentaglio il rispetto delle condizioni che l'intermediario deve soddisfare per poter essere autorizzato e per conservare l'autorizzazione alla prestazione di servizi o attività di investimento;

d) non venga soppressa o modificata nessuna delle altre condizioni alle quali è stata subordinata l'autorizzazione dell'intermediario.

Sarà poi possibile affidare il servizio di gestione di portafogli fornito alla clientela al dettaglio a un soggetto terzo situato in un paese extracomunitario. In tal caso però oltre alle condizioni previste per i soggetti terzi italiani, il fornitore di servizi dovrà (oltre a essere autorizzato a svolgere il servizio di gestione nel paese di origine) essere residente in stati con i quali sussistono accordi di cooperazione tra le autorità di vigilanza italiane e quelle del paese del fornitore di servizi.

Con le modifiche al regolamento mercati (delibera n. 16191) infine è stato eliminato l'obbligo di concentrazione degli scambi sui mercati regolamentati con lo scopo di creare maggiore concorrenza fra le diverse piattaforme al fine di far scendere i prezzi per gli investitori con un prevedibile incremento dell'offerta dei servizi di negoziazione.

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