Codice deontologico dell’ASSOGESTIONI

Parte I

Campo di applicazione

1. Società di gestione. — Il presente codice si applica alle società di gestione aderenti all’ASSOGESTIONI. Con il termine "società di gestione" si individuano le società di gestione di fondi comuni di investimento, le SICAV, le società fiduciarie di cui all’art. 17 della legge 2 gennaio 1991, n. 1, le SIM autorizzate ai sensi della lettera c) dell’art. 1, comma 1, della legge 2 gennaio 1991, n. 1.

Parte II

Principi

2. Tutela del cliente. — Finalità prioritaria delle società di gestione nell’espletamento del mandato di gestione è la tutela dell’interesse dell’investitore. Esse pertanto svolgono l’attività di gestione di patrimoni con correttezza e professionalità, avendo sempre come obiettivo la salvaguardia degli interessi dei clienti.

3. Indipendenza. — Le società di gestione mantengono nell’attività di gestione un’assoluta indipendenza dalla società controllante e dalle altre società del gruppo o in ogni modo collegate.

4. Correttezza. — Le società di gestione improntano la propria attività alla massima correttezza nei confronti del mercato e dei concorrenti.

Parte III

Regole di comportamento

5. Attività di gestione. — Le società di gestione non devono effettuare operazioni che abbiano come fine l’incremento delle performances di uno o più organismi di investimento collettivo in valori mobiliari o di uno o più clienti in gestione individuale a danno di altri organismi o clienti in gestione individuale.

6. Presìdi di indipendenza. — Le società di gestione devono adottare, con delibera del consiglio di amministrazione, un regolamento interno relativo alle operazioni personali di investimento dei soggetti preposti all’attività di gestione, controllarne l’applicazione e sanzionarne le eventuali violazioni. Il regolamento interno, al fine di prevenire l’insorgere di conflitti di interesse, deve contenere regole di comportamento atte ad assicurare l’indipendenza della gestione e la riservatezza delle scelte gestionali e prevenire l’utilizzazione di informazioni privilegiate anche a fini personali.

7. Comunicazioni alla clientela. — Le società di gestione devono adottare, nei confronti della clientela, comportamenti coerenti con le previsioni dei loro contratti, regolamenti o statuti. Le informazioni fornite alla clientela dalle società di gestione devono essere corrette, chiare e comprensibili per l’investitore medio.

8. Gestione delle società partecipate e partecipazione alle assemblee. — Le società di gestione non possono vincolarsi a sindacati di voto o di blocco. Tutti coloro che nelle società di gestione hanno deleghe di gestione di portafogli di terzi non possono far parte del consiglio di amministrazione delle società le cui azioni siano presenti nei patrimoni in gestione. Ove le società di gestione partecipino alle assemblee delle società le cui azioni sono presenti nei patrimoni in gestione, il voto deve essere espresso liberamente, nell’esclusivo interesse dei clienti. Al voto espresso dalla società di gestione deve essere data la massima trasparenza. Dei comportamenti tenuti in assemblea, in relazione alla loro rilevanza, viene informata la clientela nella relazione al rendiconto annuale o in altra forma.

9. Pubblicità. — Le società di gestione sono responsabili dell’attività pubblicitaria e promozionale ad esse riferita. In conseguenza esse impegnano gli enti preposti alla distribuzione dei loro prodotti o servizi al rispetto delle norme seguenti. Le società di gestione non devono diffondere comunicazioni tali da trarre in inganno i clienti o danneggiare società concorrenti in contrasto con i principi di una libera ed equa competizione. Le società di gestione non possono diffondere in alcun modo performances calcolate con metodologie difformi da quelle individuate dall’ASSOGESTIONI o realizzate in un arco di tempo inferiore a quello minimo fissato dall’ASSOGESTIONI stessa, tenuto conto delle norme in vigore. Le società di gestione diffondono le performances di gestione accompagnandole con avvertenze in ordine al periodo di riferimento, alle modalità di calcolo e al fatto che le performances stesse non possono essere indicative del rendimento futuro. Queste avvertenze devono essere fornite con una adeguata evidenziazione grafica o sonora.

10. Delega di poteri di gestione. — Ove la società di gestione si avvalga della facoltà di delegare poteri di gestione, nei settori che richiedono competenze specialistiche, a soggetti esterni, al fine di avvalersi di loro specifiche professionalità — nei limiti previsti dalla legge, dalle disposizioni delle Autorità di vigilanza e dal regolamento di gestione — essa deve richiedere al delegato il rispetto delle prescrizioni contenute nel presente codice.

 

Parte IV

Istituzione del giurì e regole di procedura

11. Composizione del Giurì. — I membri del Giurì del codice deontologico ASSOGESTIONI sono nominati dall’assemblea dell’ASSOGESTIONI in numero di sei. L’Assemblea delibera a maggioranza assoluta degli aventi diritto. La delibera è considerata valida qualora ottenga la maggioranza dei voti computati ai sensi dell’art. 8 dello statuto dell’Associazione e il voto favorevole di più della metà delle società aderenti all’ASSOGESTIONI. I membri del Giurì sono scelti fra persone di chiara fama e specchiata moralità. La durata dell’incarico è pari a cinque anni. L’incarico non è rinnovabile. Il Giurì in sede giudicante è composto da tre membri, designati con il metodo del sorteggio. Ogni membro che si trovi in conflitto di interessi ha l’obbligo di rinunciare all’incarico per il quale sussista la situazione di conflitto. Inoltre ciascuna parte ha il diritto di ricusare non più di un membro del Giurì, entro dieci giorni dalla data in cui ha avuto notizia della nomina, senza alcuna formalità. In tali ipotesi, nonché nell’ipotesi di impossibilità, il membro del Giurì viene sostituito da uno degli altri tre membri, scelto con il metodo del sorteggio.

12. Segreteria. — La Segreteria del Giurì ha sede presso l’ASSOGESTIONI. La direzione della Segreteria è attribuita al Segretario Generale dell’ASSOGESTIONI. La Segreteria provvede ai sorteggi ai sensi del precedente art. 11; esercita tutte le mansioni di carattere esecutivo e organizzativo necessarie per il funzionamento del Giurì; riceve ogni atto destinato al Giurì; svolge mansioni di tesoreria del Giurì stesso; fissa, sentiti i membri del Giurì, la data della prima udienza di trattazione ai sensi del successivo art. 18.

13. Natura della procedura. — Le decisioni del Giurì circa l’applicazione dei principi sanciti dal presente codice obbligano ciascun associato. Nel caso in cui un associato sia receduto dall’ASSOGESTIONI dopo l’instaurazione del procedimento dinanzi al Giurì, la sanzione eventualmente irrogabile è costituita dalla pubblicazione della decisione del Giurì che accerta la violazione del codice. La procedura prevista dal presente codice non esclude il diritto di ogni associato di adire l’autorità giudiziaria ovvero un collegio arbitrale. Qualora la materia possa essere sottoposta anche all’autorità giudiziaria, l’associato che intenda instaurare un procedimento ordinario di cognizione ovvero una procedura arbitrale, nei confronti di un altro associato, in materia regolata dal presente codice, ha l’obbligo di adire preventivamente il Giurì. Tale obbligo non ricorre nel caso in cui l’associato intenda instaurare un procedimento cautelare; in questa ipotesi l’associato ha comunque l’obbligo di investire della controversia anche il Giurì al più presto.

14. Legittimazione all’azione. — Ciascun associato può adire il Giurì allegando una violazione del presente codice. L’associato può inoltrare direttamente il ricorso, ai sensi del successivo art. 15, ovvero può investire della questione il Consiglio Direttivo dell’ASSOGESTIONI, ai sensi dell’art. 16.

15. Ricorso al Giurì. — L’associato che intenda agire ai sensi dell’art. 14 deve depositare presso la Segreteria del Giurì, come individuata nel precedente art. 12, un ricorso in carta semplice con l’esposizione dei fatti, delle norme del codice che si assumono violate e la deduzione di tutte le prove di cui intende avvalersi. Al ricorso devono altresì essere allegati tutti i documenti che la parte intende produrre. La parte attrice deve inviare in copia alla parte convenuta il ricorso e i documenti prodotti. Il deposito del ricorso deve essere accompagnato dal deposito delle somme richieste quale anticipo a copertura delle spese, ai sensi dell’art. 17. Il mancato deposito delle somme rende il ricorso irrecevibile. La parte convenuta, ove intenda resistere, ha trenta giorni di tempo dalla data di ricevimento della copia del ricorso per depositare presso la Segreteria stessa una memoria difensiva in carta semplice, contenente la deduzione di tutte le prove di cui intende avvalersi. Alla memoria difensiva devono essere allegati tutti i documenti che la parte intende produrre. La parte convenuta deve inviare in copia alla parte attrice la memoria difensiva e i documenti prodotti. La parte attrice comunica immediatamente alla Segreteria del Giurì l’avvenuta ricezione della copia della memoria difensiva ai fini della fissazione della prima udienza di trattazione, ai sensi del successivo art. 18.

16. Ricorso al Consiglio Direttivo. — Ciascun associato che ritenga che da un comportamento di un altro associato, in violazione delle norme del presente codice, possa derivare un danno al mercato del risparmio gestito può investire della questione il Consiglio Direttivo dell’ASSOGESTIONI. A tal fine è sufficiente depositare presso la segreteria dell’Associazione un ricorso in carta semplice contenente l’esposizione dei fatti. Il ricorso al Consiglio è preclusivo del ricorso ai sensi del precedente art. 15. Il Consiglio Direttivo, investito della questione, può decidere di archiviare il ricorso ovvero potrà decidere, con la maggioranza qualificata dei due terzi dei votanti, di inoltrarlo al Giurì. In tale ultima ipotesi il Consiglio Direttivo assumerà la veste di parte attrice nel procedimento e dovrà depositare presso la Segreteria del Giurì un ricorso ai sensi del precedente art. 15.

17. Spese del procedimento. — L’instaurazione del procedimento dinanzi al Giurì è condizionata al versamento delle somme previste da un apposito tariffario approvato dall’assemblea dell’ASSOGESTIONI. Nel caso in cui il procedimento sia instaurato dal Consiglio Direttivo dell’ASSOGESTIONI, ai sensi dell’art. 16, le somme da versare sono prelevate dal fondo dell’Associazione.

18. Svolgimento del procedimento. — La prima udienza di trattazione è fissata non oltre trenta giorni dopo la data di ricevimento della memoria difensiva da parte del convenuto ovvero non oltre trenta giorni dopo la data di scadenza del termine per il deposito della memoria, ove la stessa non venga depositata. Nella prima udienza di trattazione il Giurì nomina al suo interno un presidente. Il procedimento dinanzi al Giurì è improntato alla libertà delle forme. È vietata la produzione di nuovi documenti o la deduzione di nuove prove non previste dall’atto introduttivo o dalla memoria difensiva. Tuttavia, nella prima udienza di trattazione le parti possono chiedere l’ammissione di mezzi di prova uguali e contrari a quelli proposti dalla controparte.

19. Decisione. — Il Giurì emette la decisione in udienza. Il presidente del Giurì comunica, immediatamente dopo la riunione in camera di consiglio, il dispositivo della decisione. Entro trenta giorni dalla pronuncia del dispositivo il Giurì deposita presso la Segreteria la motivazione. La Segreteria comunica alle parti l’avvenuto deposito della motivazione.

20. Contenuto della decisione. — La decisione del Giurì accoglie o respinge il ricorso, in entrambi i casi disponendo in ordine alla ripartizione delle spese della procedura. La decisione che accoglie il ricorso ordina la cessazione del comportamento contrario al presente codice, inibendone la ripetizione, e può irrogare una o più delle sanzioni di cui al successivo articolo 21. Il Giurì può altresì statuire che la sanzione debba esser resa pubblica ai sensi dell’art. 22. La decisione che respinge il ricorso dichiara l’insussistenza del comportamento vietato ovvero la sua conformità ai principi del presente codice.

Parte V

Sanzioni

21. Sanzioni. — Il Giurì può irrogare una o più delle seguenti sanzioni: a) richiamo; b) censura. Il Giurì può altresì deferire l’associato al Consiglio direttivo dell’ASSOGESTIONI per i provvedimenti del caso previsti dallo statuto dell’Associazione. Il Consiglio Direttivo decide sul deferimento nella prima riunione utile, con la maggioranza qualificata dei due terzi dei votanti.

22. Pubblicità delle sanzioni. — Il Giurì può disporre, ai sensi dell’art. 21, che il dispositivo della decisione che irroga le sanzioni di cui al comma 1 dell’articolo precedente sia portato a conoscenza di tutte le associate mediante comunicazione interna dell’ASSOGESTIONI. Il Consiglio Direttivo dell’ASSOGESTIONI può in ogni caso decidere di rendere pubblico il dispositivo della decisione che irroga una delle sanzioni di cui all’articolo precedente attraverso la pubblicazione su uno o più quotidiani a diffusione nazionale, a spese della parte soccombente.

Parte VI

Norme transitorie e finali

23. Approvazione del codice ed entrata in vigore. — Il presente codice deontologico deve essere approvato dall’assemblea dell’ASSOGESTIONI a maggioranza assoluta degli aventi diritto. La delibera è considerata valida qualora ottenga la maggioranza dei voti computati ai sensi dell’art. 8 dello statuto dell’Associazione e il voto favorevole di più della metà delle società aderenti all’ASSOGESTIONI. Il codice entra in vigore trascorsi sei mesi dalla nomina del Giurì da parte dell’assemblea dell’ASSOGESTIONI ai sensi del precedente art. 11.




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