Codice di comportamento dell’Associazione Intermediari Mobiliari (ASSOSIM)

(1) Approvato dall’ASSOSIM il 26-3-1998.

Capitolo 1

Premesse

1.1. Premesse

Il presente codice di autodisciplina è stato redatto per le finalità di cui all’art. 27, commi 1 e 2 del Regolamento Consob n. 10943/97. Scopo del codice è stabilire regole di carattere generale che possano agevolare la comprensione e la implementazione di regole e procedure interne finalizzate al rispetto di principi generali di correttezza, trasparenza e probità nello svolgimento dei servizi di investimento. Il codice di autodisciplina volutamente si limita a definire alcuni principi base, il cui rispetto è stato ritenuto inderogabile da parte degli intermediari autorizzati associati.

I codici interni di autodisciplina che gli Associati sono chiamati ad adottare potranno anche fornire indicazioni di maggiore dettaglio e regolamentare aspetti dell’attività degli intermediari autorizzati non considerate dal presente codice.

In ogni caso il contenuto dei codici interni di autodisciplina non dovrà essere in contrasto con il codice ASSOSIM, che gli intermediari autorizzati associati sono tenuti ad osservare ed a fare osservare ai componenti gli organi amministrativi, ai dipendenti, ai collaboratori e ai promotori finanziari.

L’inosservanza del presente codice da parte delle imprese associate deve essere considerata un’infrazione ai principi deontologici e ai doveri di correttezza nei confronti dei clienti, dei mercati e degli altri operatori di mercato; dalla stessa potrà derivare l’attivazione delle procedure di controllo interne alla singola associata ed eventualmente l’irrogazione da parte dell’Associazione delle sanzioni previste.

 

Capitolo 2

Norme di comportamento

di dipendenti e collaboratori

2.1. Obbligo di riservatezza sulle informazioni di carattere confidenziale relative alla clientela o riservate di cui comunque dispongano in ragione della propria funzione

Tutti coloro che agiscono per conto della società, siano essi componenti gli organi amministrativi e di controllo, dipendenti, promotori finanziari o collaboratori (qui di seguito "dipendenti e collaboratori"), si obbligano a rispettare il segreto professionale. L’obbligo di rispettare il segreto professionale si riferisce a qualsiasi notizia, dato o informazione di carattere confidenziale o privilegiato, riguardante la clientela, la società o il gruppo di appartenenza di cui i dipendenti e i collaboratori siano in possesso in ragione della loro attività.

I dipendenti e i collaboratori che acquisiscono un’informazione di carattere confidenziale dalla clientela o dalle controparti, o comunque ne dispongono in ragione della loro funzione, non possono comunicarle a terzi all’interno o all’esterno della società, salvo nel caso in cui tale comunicazione sia necessaria per adempiere ai propri doveri professionali e purché sia evidenziato il carattere confidenziale della stessa.

In ogni caso bisogna prevenire situazioni di conflitto di interesse privilegiando l’interesse del cliente.

I dipendenti e i collaboratori non possono utilizzare direttamente o indirettamente informazioni privilegiate, intendendosi per tali le informazioni non pubbliche, specifiche e di contenuto determinato, relative ad uno o più emittenti di valori mobiliari o ad uno o più strumenti finanziari, che, se rese pubbliche, potrebbero influenzarne sensibilmente il prezzo.

La circolazione delle informazioni privilegiate tra strutture diverse non soggette all’obbligo di separazione va limitata ai casi in cui si riveli necessaria per assicurare un miglior svolgimento dei servizi di investimento compatibilmente con la Legge e i regolamenti.

La riservatezza nel trattamento delle informazioni sui clienti, nel rispetto degli obblighi di legge e degli specifici accordi tra le parti, e la sicurezza nel trattamento di tali informazioni devono essere garantite anche attraverso l’affidabilità dei sistemi e delle tecnologie utilizzate.

Nei casi dubbi, ciascun dipendente o collaboratore è tenuto ad astenersi dal far circolare ogni informazione riservata o confidenziale, chiedendo, ove necessario od opportuno, delucidazioni alla funzione di controllo interno. In ogni caso, la circolazione delle informazioni va accompagnata da specifiche cautele ed avvertenze che pongano in luce:

• per le informazioni confidenziali, che il loro utilizzo nell’interesse proprio o di terzi integra gli estremi di una violazione delle regole di comportamento e/o delle norme sulla tutela dei dati personali;

• per le informazioni privilegiate, la loro appartenenza alle informazioni il cui utilizzo e la cui comunicazione a terzi sono disciplinati dalle norme sull’insider trading.

Gli atti e i documenti di pertinenza della società contenenti informazioni riservate o confidenziali non possono essere portati fuori dai locali della società stessa se non per motivi strettamente connessi all’esercizio delle funzioni dei dipendenti e dei collaboratori.

Per i promotori che esercitano la propria attività in qualità di agenti o mandatari della società, l’osservanza di dette disposizioni deve essere prevista nei singoli contratti di agenzia o di mandato.

I promotori sono tenuti a mantenere la riservatezza sulle informazioni acquisite dagli investitori o di cui comunque dispongano in ragione della propria attività, salvo che nei confronti della società nonché della Consob e delle Commissioni regionali ed in ogni altro caso in cui l’ordinamento ne imponga o ne consenta la rivelazione.

I dipendenti e i collaboratori non possono utilizzare per finalità estranee alla propria attività professionale, direttamente o indirettamente, gli studi, ricerche o raccomandazioni degli analisti della società, né informazioni specifiche acquisite in relazione allo svolgimento delle proprie funzioni. Ugualmente, l’utilizzazione ai fini personali di informazioni privilegiate su emissioni e collocamenti di strumenti finanziari è vietata.

2.2. Operazioni da parte di dipendenti e collaboratori per conto proprio aventi ad oggetto strumenti finanziari

Gli intermediari autorizzati stabiliscono in forma scritta e portano a conoscenza del proprio personale le procedure che regolano l’operatività in conto proprio avente a oggetto strumenti finanziari.

Tali procedure, aventi la finalità di prevenire possibili situazioni di conflitto di interessi o di utilizzo improprio di informazioni confidenziali o privilegiate acquisite in ragione della propria attività professionale, dovranno in generale prevedere almeno un livello di autorizzazione preventiva, per singole operazioni o per categorie di operazioni, e una revisione delle autorizzazioni rilasciate effettuata da soggetto o organo diverso dal soggetto abilitato al rilascio delle autorizzazioni preventive medesime.

Tali procedure dovranno applicarsi ai dipendenti e ai collaboratori e dovranno ritenersi applicabili all’attività in nome e per conto proprio, nonché all’attività in nome proprio e per conto di terzi, dovendosi escludere la possibilità di compiere operazioni per interposta persona.

I dipendenti e i collaboratori che operino al di fuori dell’impresa di investimento dovranno informare la stessa delle operazioni disposte. A queste verranno applicate le stesse norme cui sono soggette le operazioni per conto proprio disposte all’interno dell’impresa di investimento.

Potranno essere esentate da tali procedure autorizzative le transazioni su strumenti finanziari le cui condizioni di offerta o negoziazione risultino standardizzate (es. OICVM, OPVS, SICAV), le operazioni effettuate sulla base di un mandato di gestione di portafogli ove il dipendente o collaboratore rinunci alla facoltà di impartire istruzioni specifiche relative ai singoli strumenti finanziari nonché le operazioni su strumenti finanziari estranei all’ambito di attività dell’impresa di investimento.

2.3. Rapporti con gli investitori che intendano avvalersi di procuratori o incaricati ai fini della stipulazione dei contratti o dell’effettuazione di operazioni, se questi sono amministratori, sindaci, dipendenti, collaboratori e promotori finanziari degli intermediari stessi

2.3.1. Procuratori e incaricati

Gli intermediari autorizzati non stipulano contratti, non stabiliscono rapporti, non eseguono disposizioni né effettuano operazioni con o per conto di investitori che intendano a tale scopo avvalersi di procuratori o incaricati se questi sono dipendenti o collaboratori degli intermediari stessi ovvero promotori finanziari di altri intermediari incaricati di promuovere e collocare i loro servizi.

Le prescrizioni di cui al presente paragrafo non si applicano qualora l’investitore sia coniuge, parente o affine sino al quarto grado del procuratore.

Salvo quanto previsto al capoverso precedente, i dipendenti e collaboratori degli intermediari autorizzati non accettano le procure e gli incarichi di cui al presente paragrafo.

2.3.2. Domiciliazione della corrispondenza

Salvo quanto previsto al comma 3 del punto 2.3.1., gli intermediari autorizzati non accettano di domiciliare la corrispondenza della clientela presso "dipendenti e collaboratori".

2.4. Omaggi

Il personale degli intermediari autorizzati non deve accettare da terzi omaggi di valore tale da costituire conflitto con i propri doveri verso la società o i suoi clienti. È in ogni caso vietato accettare omaggi in denaro.

2.5. Possibilità di accettare cariche in altre società da parte di dipendenti

Ferme restando le eventuali incompatibilità stabilite dalla legge o dai regolamenti di attuazione, l’assunzione di cariche in altre società da parte dei dipendenti è subordinata ad autorizzazione o ratifica da parte del C.d.A. o di altro organo deliberante.

Capitolo 3

Trasparenza delle condizioni contrattuali, delle modalità di offerta

e di svolgimento dei servizi

3.1. Trasparenza delle condizioni contrattuali

3.1.1. Commissioni applicabili ai servizi di investimento

Nell’ambito dei contratti stipulati dall’impresa di investimento relativi ai servizi dalla stessa prestati nei confronti degli investitori, dovranno essere evidenziati con chiarezza e precisione i corrispettivi contrattuali per i servizi resi.

3.1.2. Identificazione dei soggetti terzi di cui ci si debba avvalere per l’esecuzione dell’incarico.

Qualora per l’esecuzione dell’incarico l’impresa di investimento debba rivolgersi ad altra impresa di investimento o ad altro soggetto abilitato, tale condizione viene esplicitata nei contratti predisposti dall’impresa di investimento, indicando, almeno per categorie, tali soggetti.

3.1.3. Commissioni corrisposte a terzi ed addebitate al committente nell’ambito della fornitura di servizi di investimento.

Qualora per l’esecuzione dell’incarico l’impresa di investimento debba rivolgersi ad una propria struttura separata, ad altra impresa di investimento od ad altro soggetto abilitato, tale condizione viene esplicitata nei contratti predisposti dall’impresa di investimento, indicando i corrispettivi massimi riconoscibili a terzi per i servizi dagli stessi forniti in forza degli accordi vigenti all’atto della stipulazione del contratto. Qualora detti intermediari autorizzati od altri soggetti appartengano al gruppo dell’impresa di investimento offerente il servizio principale, tale situazione deve essere adeguatamente evidenziata e portata a conoscenza del cliente all’atto della stipula del contratto.

3.1.4. "Soft commissions"

Qualora, in relazione ai servizi utilizzati ed alle commissioni riaddebitate al committente, l’impresa di investimento riceva da altra impresa di investimento o altro soggetto di cui si avvale beni o servizi in forma gratuita, tale condizione viene esplicitata nei contratti predisposti dall’impresa di investimento, indicando la tipologia di beni o servizi ricevuti in forma gratuita e l’utilizzo degli stessi nell’ambito dell’impresa di investimento stessa.

3.1.5. Modalità di deposito degli strumenti finanziari

Qualora l’impresa di investimento offra il servizio di amministrazione e custodia di valori mobiliari, le modalità con le quali tali servizi sono resi devono essere esplicitate nei relativi contratti e non possono essere variate, se non previo consenso del cliente, nel caso in cui dette variazioni modifichino significativamente il "rischio depositario" del cliente stesso. Qualora l’impresa di investimento utilizzi soggetti terzi in funzione di subdepositari di beni di terzi, tale condizione viene esplicitata nei contratti predisposti dall’impresa di investimento indicando, almeno per categorie, tali soggetti.

3.2. Accesso degli investitori alle registrazioni che li riguardano

3.2.1. Modalità di accesso

Gli intermediari autorizzati mettono a disposizione dell’investitore, in caso di specifiche richieste, anche in seguito a reclami, i documenti e le registrazioni in loro possesso che lo riguardano entro il termine massimo di 20 giorni lavorativi dalla richiesta e dietro rimborso delle spese sostenute.

Capitolo 4

Informativa nei confronti del pubblico

4.1. Informativa riguardante l’intermediario e il gruppo di appartenenza

4.1.1. Documento descrittivo dell’intermediario

Gli intermediari autorizzati mettono a disposizione della clientela, direttamente, e delle controparti, anche per il tramite della Associazione, un documento aggiornato recante le informazioni elencate nell’allegato A. Gli intermediari autorizzati trasmettono alla Associazione il documento di cui sopra e comunicano ogni modifica rilevante delle informazioni contenute nel documento informativo.

In ogni caso, gli intermediari autorizzati portano direttamente a conoscenza della clientela diversa dagli operatori qualificati, in occasione della prima comunicazione periodica dovuta in forza di accordi contrattuali ovvero disposizioni di legge o di regolamento, le variazioni intervenute nei soggetti che esercitano il controllo o l’influenza dominante sull’impresa di investimento.

4.1.2. Divulgazione periodica di informazioni sull’andamento economico degli intermediari autorizzati

Gli intermediari autorizzati rendono pubbliche, anche per il tramite della Associazione, entro 4 mesi dalla chiusura di ciascun semestre solare, le informazioni sull’andamento economico della società con riferimento a ciascuna delle attività esercitate, secondo gli schemi predisposti dalla Associazione.

4.1.3. Modalità di rilascio delle informazioni alla stampa

Gli intermediari autorizzati disciplinano le modalità con le quali intrattenere rapporti con la stampa, al fine di meglio tutelare la riservatezza delle informazioni inerenti la propria attività ed i propri clienti ed evitare il rilascio, anche involontario od accidentale, di dati o notizie incompleti, inesatti o riservati.

Capitolo 5

Norme procedurali,

organizzative e comportamentali

5.1. Modalità di svolgimento dei servizi di investimento e dei servizi accessori

5.1.1. Raggruppamento degli ordini di competenza della clientela gestita

Nello svolgimento dell’attività di gestione di portafogli, gli intermediari autorizzati possono attuare le scelte di investimento anche mediante il rilascio di un unico ordine nell’interesse di più clienti gestiti. Ove l’ordine cumulativo abbia avuto esecuzione in più tranches a prezzi diversi, il prezzo applicato a ciascun cliente gestito sarà pari al prezzo medio ponderato delle singole esecuzioni parziali.

Ove l’esecuzione di detto ordine avvenga per un quantitativo inferiore a quello richiesto, detto quantitativo sarà proporzionalmente ripartito tra ciascun cliente in base alle decisioni di investimento per ciascuno assunte, nel rispetto dei lotti minimi negoziabili.

5.1.2. Ordini cumulativi impartiti per conto della clientela

Nello svolgimento dell’attività di ricezione e trasmissione di ordini, ove gli ordini cumulativi rilasciati per conto di più clienti trovino esecuzione parziale, gli eseguiti vengono attribuiti alla clientela nel rispetto della priorità temporale con la quale gli ordini sono stati ricevuti.

5.1.3. Attività di negoziazione di strumenti finanziari per conto terzi

Qualora gli intermediari autorizzati, nello svolgimento dell’attività di negoziazione di strumenti finanziari per conto di terzi, ricevano, successivamente all’esecuzione di un singolo ordine eseguito in più tranches, istruzioni dal committente gestore professionale di frazionamento della transazione in più sottoconti, i quantitativi negoziati vengono attribuiti al prezzo medio ponderato di esecuzione.

Ai fini dell’ordinato svolgimento delle negoziazioni attraverso l’interconnessione ai mercati, gli intermediari autorizzati sono tenuti a predisporre e mantenere attivi adeguati sistemi automatici di controllo e a dotarsi di personale addetto al controllo dei flussi in possesso dei requisiti professionali indicati nel capitolo 5.4.2.

5.1.4. Costituzione e organizzazione di consorzi di garanzia e collocamento

Nello svolgimento dell’attività di costituzione e organizzazione di consorzi di garanzia e collocamento, gli intermediari autorizzati:

A) acquisiscono una specifica e adeguata conoscenza dell’operazione, degli strumenti finanziari che ne sono oggetto, nonché dell’emittente e dell’offerente gli strumenti stessi;

B) operano in modo che le procedure di riparto siano applicate in modo uniforme da tutti gli intermediari incaricati di ricevere le adesioni dagli investitori nel rispetto delle disposizioni di legge e regolamentari.

5.1.5. Collocamento di strumenti finanziari

Gli intermediari autorizzati, prima di effettuare operazioni di collocamento, acquisiscono una adeguata conoscenza della situazione economica e finanziaria dell’emittente gli strumenti finanziari oggetto dell’operazione, anche attraverso la documentazione a tal fine messa a disposizione dagli organizzatori del consorzio di collocamento.

5.1.6. Dotazione tecnologica e disaster recovery/backup system

Gli intermediari autorizzati si dotano di strumenti tecnologici adeguati alla tipologia di servizio e alle dimensioni dell’attività.

Gli intermediari autorizzati sono inoltre tenuti a dotarsi di sistemi che, in caso di danneggiamento o avaria, siano idonei a garantire l’integrità e il tempestivo ripristino dei dati aziendali.

5.2. Comportamenti degli organi amministrativi

5.2.1. Istruzioni relative a singole operazioni per conto della clientela

I componenti degli organi di amministrazione e di direzione dell’impresa di investimento possono impartire, nell’esercizio delle proprie rispettive funzioni, istruzioni concernenti singoli rapporti con la clientela ovvero singole operazioni da concludere per conto della clientela esclusivamente per iscritto.

Copia di detta documentazione è conservata unitamente alla documentazione riguardante la clientela per conto della quale l’istruzione è stata impartita.

5.3. Omaggi alla clientela e organizzazione di convegni

5.3.1. Omaggi

Nel disporre omaggi al personale di committenti o a clientela, gli intermediari autorizzati si accertano che il valore di tali regali e gratifiche possa essere considerato modico, avuto riguardo alla tipologia delle relazioni d’affari inerenti.

È in ogni caso vietato effettuare omaggi in denaro.

5.3.2. Soft commissions

La ricezione, da parte degli intermediari autorizzati, di beni o servizi in forma gratuita elargiti da altra impresa di investimento o da altro soggetto è consentita nel rispetto di quanto previsto al punto 3.1.4.

5.3.3. Organizzazione di presentazioni e convegni

Nell’organizzazione di convegni ed altre manifestazioni promozionali gli intermediari autorizzati operano affinché vi sia una significativa componente professionale.

Qualora nello svolgimento di tali manifestazioni l’impresa di investimento sostenga costi diretti a beneficio esclusivo del personale di committenti e di clientela, tali spese dovranno essere considerate alla stregua di omaggi.

5.4. Formazione del personale

5.4.1. Requisiti professionali comuni al personale degli intermediari autorizzati

Gli intermediari autorizzati provvedono affinché i propri dipendenti e collaboratori siano idonei alle funzioni da svolgere e professionalmente qualificati, al fine di preservare il corretto svolgimento dell’attività aziendale e gli interessi dei propri clienti.

5.4.2. Requisiti professionali dei negoziatori

Gli intermediari autorizzati si accertano che i propri dipendenti o collaboratori incaricati di svolgere attività di negoziazione di strumenti finanziari abbiano adeguata conoscenza delle regole di funzionamento dei mercati sui quali operano, nonché della disciplina della prestazione dei servizi di investimento adottati in Italia.

Gli intermediari autorizzati si astengono dall’affidare l’incarico a svolgere l’attività di negoziazione a propri dipendenti e collaboratori i cui requisiti professionali non siano coerenti con le funzioni svolte.

5.4.3. Formazione ed aggiornamento

Gli intermediari autorizzati, direttamente o per il tramite della Associazione, curano costantemente l’aggiornamento professionale dei propri dipendenti, collaboratori e promotori finanziari.

5.5. Rapporti con le altre società associate e con gli intermediari

Tutti i rapporti con le altre società associate ad Assosim e con gli altri intermediari devono essere improntati a correttezza e integrità.

Capitolo 6

Attuazione, controllo e sanzioni

6.1. Accettazione delle norme

I dipendenti e collaboratori sono tenuti a confermare per iscritto la loro conoscenza e accettazione delle norme contenute nel presente codice.

6.2. Attuazione e controllo

L’attuazione del presente codice spetta all’Associazione, che ne cura la diffusione tra gli associati.

Il Collegio dei Probiviri, nominato dall’Assemblea ai sensi dell’art. 22 dello Statuto, ha il compito di vigilare sul rispetto delle norme del codice stesso da parte degli associati.

Il Collegio dei Probiviri riceve le segnalazioni per iscritto dagli investitori o dagli associati su presunte violazioni delle norme del codice da parte di altro associato e ne valuta il fondamento.

Qualora ritenga sussistere la violazione segnalata, il Collegio dei Probiviri ne dà immediata comunicazione al soggetto considerato inadempiente, che ha trenta giorni di tempo per presentare le proprie controdeduzioni.

Le segnalazioni devono essere discusse dal Collegio entro venti giorni dal ricevimento delle controdeduzioni, in presenza del rappresentante dell’impresa di investimento presunta inadempiente.

Entro dieci giorni dalla discussione, il Collegio dei Probiviri emette la propria decisione, che deve essere comunicata immediatamente al soggetto interessato.

Nel caso in cui ritenga sussistere i fatti segnalati, il Collegio irrogherà una o più delle sanzioni di cui al successivo articolo 6.3.

6.3. Sanzioni

Il Collegio dei Probiviri può irrogare, singolarmente o cumulativamente, una o più delle seguenti sanzioni:

a) richiamo;

b) sospensione dall’Associazione fino ad un massimo di sessanta giorni;

c) radiazione dall’Associazione.

L’Associazione comunica le decisioni assunte a tutti gli associati e agli Organi di vigilanza settoriale e, nei casi in cui venga irrogata una sanzione, può disporne la pubblicazione.

6.4. Approvazione del codice ed entrata in vigore

Il presente codice è stato approvato dall’Assemblea degli associati in data 26 marzo 1998 con effetto immediato.

Allegato A

Schema di documento informativo

Il documento informativo deve contenere almeno le seguenti informazioni:

1. Presentazione della società

A) Denominazione della società.

B) Sede della società ed eventuali sedi secondarie.

C) Ammontare del capitale sottoscritto e versato.

D) Estremi della/e autorizzazione/i rilasciata/e dalla Consob o dalla Banca d’Italia (numero e data dei provvedimenti).

E) Indicazione del/dei servizi di investimento per il/i quale/i è/sono stata/e rilasciata/e la/e autorizzazione/i e dei servizi accessori prestati.

F) Indicazione dei sistemi di indennizzo adottati ai sensi dell’art. 35 del decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415.

G) Composizione del consiglio di amministrazione od organo equivalente, con indicazione per ciascuno dei membri della carica ricoperta, dell’eventuale appartenenza al comitato esecutivo.

H) Indicazione della/e Associazione/i di categoria alla/e quale/i l’impresa di investimento aderisce e dei codici di autoregolamentazione adottati.

I) Denominazione dell’ufficio cui indirizzare eventuali reclami.

2. Informazioni relative al gruppo cui appartiene la società

A) Indicazione dei soggetti, persone fisiche o giuridiche, che esercitano il controllo o l’influenza dominante sull’impresa di investimento stessa.

B) Indicazione delle società emittenti valori mobiliari quotati e degli intermediari autorizzati appartenenti al gruppo.

3. Avvertenze

a) "La pubblicazione del presente documento informativo non è condizionata alla preventiva verifica circa il contenuto dello stesso da parte degli organi di vigilanza e delle Associazioni di categoria.

L’adempimento della pubblicazione del presente documento non comporta alcun giudizio da parte degli organi di vigilanza e delle Associazioni di categoria sulla convenienza del servizio proposto".

b) Su richiesta del destinatario del documento informativo, l’intermediario, direttamente o per il tramite di ASSOSIM, è tenuto a consegnare al medesimo copia delle disposizioni di legge, di regolamento e di autodisciplina applicabili agli intermediari autorizzati.




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