Il Promotore Finanziario nella direttiva MIFID

La MiFID contempla il ruolo del promotore finanziario nella figura denominata tied agent (agente collegato). Il documento, infatti, nell’art. 4 c. 25 indica come tied agent la persona fisica o giuridica che, sotto la piena e incondizionata responsabilità di una sola impresa di investimento per conto della quale opera, promuove i servizi dell’impresa di investimento e/o servizi accessori presso clienti o potenziali clienti, riceve e trasmette le istruzioni o gli ordini dei clienti riguardanti servizi di investimento o strumenti finanziari, colloca strumenti finanziari e/o presta consulenza ai clienti o potenziali clienti rispetto a detti strumenti o servizi finanziari.

Anche sul piano dell’inquadramento giuridico il tied agent rispecchia il promotore finanziario: è, infatti, distinto dal ruolo di intermediario, nel senso di responsabile dell’attività e della politica dei prodotti, e si inquadra sulla base di un contratto di agenzia. Quest’ultimo fattore evidenzia, pertanto, gli elementi caratterizzanti del promotore finanziario, ovvero un rapporto stabile e continuativo e la professionalità.

L’ Art. 23 c.2 prevede infatti che: gli Stati membri prescrivono che le imprese di investimento che decidono di nominare agenti collegati mantengano la responsabilità piena e incondizionata per qualunque azione o omissione compiuta da detti agenti quando operano per conto di tali imprese. Gli Stati membri prescrivono alle imprese di investimento di garantire che gli agenti collegati comunichino immediatamente a qualsiasi cliente o potenziale cliente in che veste operano e quale impresa rappresentano.
Gli Stati membri possono consentire agli agenti collegati registrati nel loro territorio di amministrare fondi e/o strumenti finanziari dei loro clienti per conto e sotto la piena responsabilità dell'impresa di investimento per la quale operano nel loro territorio o, in caso di attività transfrontaliera, nel territorio di uno Stato membro che consente all'agente collegato di amministrare fondi del cliente.

Nello specifico, gli elementi caratterizzanti la figura dell’agente collegato ad una impresa di investimento sono l’iscrizione a un albo pubblico, i requisiti di onorabilità e professionalità, il monomandato (ovvero il divieto di operare per altri intermediari diversi dall’impresa di investimento per conto della quale opera), la responsabilità dell’impresa per azioni o omissioni compiute dall’agente collegato e la garanzia della libertà professionale e della concorrenza.

Vi sono, dunque, una serie di elementi che il tied agent deve soddisfare. Conditio sine qua non per l’esercizio della professione è l’iscrizione ad un registro pubblico, previa verifica dei requisiti di onorabilità. Il legislatore prevede che l’agente collegato debba essere in possesso di conoscenze generali, commerciali e professionali adeguate per essere in grado di comunicare adeguatamente tutte le informazioni concernenti il servizio proposto al cliente o potenziale cliente. In Italia, infatti, i promotori assolvono anche una funzione di divulgazione delle conoscenze economiche attinenti la finanza personale, utili all’investitore per essere in grado di prendere scelte di investimento consapevoli.

Art. 23 c. 3 Gli Stati membri che decidono di permettere alle imprese di investimento di nominare agenti collegati istituiscono un registro pubblico. Gli agenti collegati sono iscritti nel registro pubblico dello Stato membro in cui sono stabiliti.

…...omissis
Gli Stati membri assicurano che gli agenti collegati siano iscritti nel registro pubblico solo quando sia stato accertato che soddisfano il criterio dell'onorabilità e possiedono conoscenze generali, commerciali e professionali adeguate per essere in grado di comunicare accuratamente tutte le informazioni riguardanti il servizio proposto al cliente o potenziale cliente.

L’art. 23 c. 4 consente alle autorità competenti degli stati membri di collaborare con le imprese di investimento e gli enti creditizi, le loro associazioni o altri soggetti nel registrare gli agenti collegati e nel controllare l'ottemperanza di tali agenti ai requisiti fissati al paragrafo 3. In particolare gli agenti collegati possono essere registrati da un'impresa di investimento, un ente creditizio o da loro associazioni e altri soggetti sotto la vigilanza dell'autorità competente.

L’art. 23 c. 6 prevede inoltre che gli Stati possano inasprire i requisiti fissati nella Direttiva o aggiungere altri requisiti per gli agenti collegati iscritti nel registro nell’ambito della loro giurisdizione.

In relazione alla facoltà prevista dal comma 6 dell’art. 23 occorre considerare anche che il n° 39 della Direttiva precisa che le Autorità competenti degli Stati Membri non dovrebbero registrare o dovrebbero revocare la registrazione, qualora le attività svolte indichino chiaramente che un agente collegato ha scelto il sistema giuridico di uno Stato membro al fine di sottrarsi ai criteri più rigorosi in vigore in un altro stato membro nel cui territorio svolge o intende svolgere la maggior parte della sua attività.

L’art. 65 c. 3 lett. c) stabilisce che entro il 30 aprile 2008 la Commissione, sulla base di una consultazione pubblica e a seguito di discussioni con le autorità competenti, presenti una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio per quanto riguarda l’adeguatezza delle norme riguardanti la nomina degli agenti collegati ai fini della prestazione di servizi e/o dell’esercizio di attività d’investimento, in particolare per quanto riguarda la vigilanza.

Occorre considerare, inoltre, quanto previsto dal n° 37 della Direttiva che dispone che non dovrebbe essere pregiudicato il diritto degli agenti collegati di intraprendere attività contemplate da altre direttive e attività connesse riguardanti servizi o strumenti finanziari che non rientrano nell’ambito di applicazione della Mifid, anche per conto di parti dello stesso gruppo finanziario. L’esercizio di queste attività avverrà solo nei limiti posti a livello nazionale.

Dunque il nuovo quadro comunitario delinea l’agente collegato come professionista del risparmio a 360 gradi. Infatti, se da un lato opera nell’ambito della promozione finanziaria attraverso la promozione dei servizi di investimento (e accessori), la ricezione e la trasmissione di istruzioni e ordini e il collocamento di strumenti finanziari, dall’altro potrà svolgere il servizio di consulenza in materia di investimenti, se autorizzato dalla società mandante.
In tale ottica si può ritenere completa la gamma di attività che il professionista del risparmio può offrire alla clientela.

In relazione allo svolgimento dell’attività di consulenza in materia di investimenti, riguardo a una o più operazioni relative a strumenti finanziari, la stessa potrà essere prestata solo per il proprio intermediario. Nello scenario delineato dalla Direttiva la consulenza assume un ruolo importante nella nuova normativa dei servizi e mercati finanziari, caratterizzandosi con elementi specifici rispetto alla promozione e al collocamento. Sarà un servizio soggetto ad apposita autorizzazione e potrà essere esercitato anche dal promotore finanziario, per conto del proprio intermediario.

Torna indietro




Sessioni d'esame
--------------------
Simula la prova d'esame
--------------------
Aggiornamenti online
--------------------
Codici Deontologici
--------------------
Normativa
--------------------
Glossario
--------------------
Siti di interesse
--------------------
Newsletter
--------------------
La nostra pubblicità
--------------------
Contattaci
--------------------
Home Page




56 - Manuale del Consulente Finanziario
Programma completo per la prova d'esame



Save the Children Italia Onlus